Due livelli di tutela, non uno solo
I dati di un cliente di consulenza finanziaria sono protetti su due piani distinti. Il primo è il GDPR (Regolamento UE 2016/679), che si applica a qualunque dato personale trattato nell’attività. Il secondo è il contesto regolamentare del settore — MiFID II, le regole Consob e dell’Organismo di vigilanza — che impone obblighi specifici su come si raccolgono, profilano e conservano le informazioni del cliente, indipendentemente dal GDPR.
Alcune informazioni sono per loro natura particolarmente sensibili: la situazione patrimoniale, i redditi, gli obiettivi di investimento, la tolleranza al rischio. Ogni strumento che tratta questi dati — un copilota di scrittura, un CRM, un assistente vocale — va scelto e configurato tenendo conto di entrambi i livelli.
Le domande da porsi prima di adottare uno strumento
Prima di far entrare un tool AI nel flusso di lavoro con i clienti, vale la pena rispondere a poche domande concrete:
- Base giuridica: qual è la base che legittima il trattamento (di norma, l’esecuzione del contratto di consulenza o un obbligo di legge)?
- Responsabile del trattamento: il fornitore firma un accordo ex art. 28 GDPR (DPA) come responsabile?
- Dove risiedono i dati: sono conservati nell’UE o trasferiti fuori? Con quali garanzie (es. clausole contrattuali standard)?
- Riservatezza: lo strumento espone informazioni del cliente a personale del fornitore o a terzi non autorizzati?
- Minimizzazione: lo strumento tratta solo i dati necessari alla finalità, e per il tempo necessario?
Gli strumenti che consigliamo
Per i consulenti finanziari raccomandiamo quattro strumenti, uno per ogni area: ElevenLabs per il centralino AI, Wealthbox per il CRM di clienti e portafogli, Fatture in Cloud per la fatturazione e Microsoft Copilot per la reportistica e le comunicazioni ai clienti.
Scopri gli strumenti e i siti ufficialiAI generativa e cautele aggiuntive
Con gli strumenti di AI generativa (copiloti di scrittura, trascrizione, assistenti) va chiarito un punto spesso trascurato: i documenti o le registrazioni caricati vengono usati per addestrare i modelli del fornitore? Per i dati di un cliente la risposta accettabile è «no», con garanzie contrattuali esplicite. Preferisci fornitori che offrono modalità dedicate alle aziende e che escludono l’uso dei dati per l’addestramento.
Anche l’informativa al cliente va aggiornata: se parte della gestione della relazione avviene tramite strumenti AI, è corretto che il cliente lo sappia in modo trasparente. E vale sempre la regola d’oro: i numeri e le decisioni di investimento restano tuoi e dei tuoi sistemi, non li si delega a un modello generativo.
Una nota onesta
Questa guida ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un consulente privacy, di un DPO o la valutazione del tuo responsabile compliance. La conformità dipende dallo specifico strumento, dalla configurazione e dal tipo di dati. Il messaggio di fondo, però, è incoraggiante: usare l’AI nell’attività in modo conforme è possibile — a patto di sceglierla con criterio, non di improvvisare.
